di Stefania Maffeo
La riabilitazione del paziente amputato, un percorso che si estende dalla gestione del dolore acuto e cronico fino al fondamentale reinserimento sociale, sarà al centro del Terzo Congresso dell’Ordine dei Fisioterapisti (OFI) di Salerno. Questa importante giornata di lavoro e formazione si terrà venerdì 29 novembre a partire dalle ore 8.30 presso lo storico Castello Doria ad Angri, ed è stata organizzata in collaborazione con la sezione territoriale AIFI Campania.
L’evento si prefigge di essere un momento di crescita, confronto e condivisione essenziale per l’intera comunità professionale dei fisioterapisti. La presidente OFI Salerno, Mariaconsiglia Calabrese, ha dichiarato che affrontare la complessità della presa in carico della persona amputata significa “entrare nel cuore della nostra professione: unire competenze tecniche e sensibilità umana, innovazione tecnologica ed ascolto empatico, lavoro di equipe e capacità di visione”. La dottoressa Calabrese ha inoltre sottolineato che la fisioterapia non può limitarsi al solo addestramento protesico, ma deve piuttosto promuovere un nuovo equilibrio neuro senso motorio, poiché l’esperienza dell’amputazione coinvolge aspetti profondi e multidimensionali come la gestione del dolore, il recupero funzionale, gli aspetti psicologici e il reinserimento sociale. Tutte queste questioni devono essere presenti nel percorso di cura del fisioterapista.
Il Terzo Congresso OFI Salerno sarà strutturato in tre grandi aree tematiche: la complessità clinica del paziente amputato, gli approcci riabilitativi e le tecnologie e, infine, le esperienze cliniche e le nuove frontiere. La presidente Calabrese ha rimarcato che il Congresso non sarà soltanto un momento di aggiornamento, ma un progetto collettivo volto ad affermare come la fisioterapia, oltre il limite della protesi, possa diventare un motore per rigenerare la dignità di chi affronta la sfida dell’amputazione.
Ad arricchire l’evento sarà la presenza di relatori di rilievo provenienti sia dall’ambito accademico che clinico, che offriranno le loro conoscenze e competenze per delineare strategie tese a migliorare l’assistenza. Questo Congresso vuole essere un progetto collettivo per offrire a chi affronta la sfida dell’amputazione un professionista capace di implementare in termini qualitativi le possibili risposte di cura.






