di Stefania Maffeo
Salerno si prepara ad accogliere, martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 dicembre 2025, la rassegna “Sognavo di diventare un bambino – storia di un burattino senza fili”, un articolato percorso culturale dedicato a Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, una delle opere più universali della letteratura italiana. Un viaggio culturale tra cinema, storia ed inclusione.
Promossa dalla Compagnia dei Poeti Erranti, la rassegna propone una rilettura contemporanea della figura di Pinocchio, attraversando linguaggi e discipline diverse – cinema, musica, storia, pedagogia e performance artistiche – e coinvolgendo studiosi, educatori, studenti e cittadini in un confronto aperto e multidisciplinare. Un programma pensato non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per la città, chiamata a riscoprire la forza simbolica e narrativa di una fiaba che continua a interrogare il presente.
La giornata inaugurale, martedì 16 dicembre, si apre al Salone del Genovesi con l’incontro Pinocchio e la cinematografia, dedicato all’evoluzione del celebre burattino sul grande schermo. Attraverso il contributo di esperti e relatori, il personaggio viene analizzato nelle sue molteplici trasposizioni cinematografiche, tra simboli, riletture e trasformazioni narrative. In serata, la Chiesa di San Pietro in Camerellis ospita Caro Pinocchio, una rassegna corale che riunisce tre cori in un’unica esecuzione, restituendo in musica le atmosfere e i temi della fiaba.

Mercoledì 17 dicembre la rassegna si sposta all’Archivio di Stato di Salerno, dove un incontro dedicato all’Italia di fine Ottocento offre al pubblico gli strumenti per comprendere il contesto storico, sociale ed educativo in cui nasce l’opera di Collodi. La giornata si conclude con Incantastorie, una performance serale che intreccia narrazione e musica dal vivo, trasformando il racconto di Pinocchio in un’esperienza emotiva ed immersiva.

L’ultima giornata, giovedì 18 dicembre, è dedicata agli aspetti letterari ed educativi dell’opera. In mattinata, un dibattito rivolto a docenti, educatori e studiosi approfondisce il valore pedagogico del testo collodiano, ancora oggi centrale nei percorsi formativi. In chiusura, Pinocchio – la magia dei segni porta in scena una performance che unisce musica e linguaggio del corpo, proponendo un’espressione artistica inclusiva, capace di dialogare con pubblici diversi.

La rassegna “Sognavo di diventare un bambino – storia di un burattino senza fili” si configura come un percorso culturale articolato e coerente, che attraversa discipline e linguaggi per restituire tutta la vitalità di una fiaba senza tempo, capace di parlare ancora al presente ed alle sue trasformazioni.




