di Stefania Maffeo
Ci sono luoghi in cui la cura non si esaurisce nei protocolli clinici e nelle terapie, ma continua nello sguardo, nell’ascolto, nella possibilità di raccontarsi. È da questa visione che nasce PRAESENTIA, la mostra fotografica che sarà inaugurata mercoledì 17 dicembre 2025, alle ore 10.00, presso il reparto di Senologia Diagnostica ed Interventistica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.
Il titolo racchiude il senso profondo del progetto: ciò che resta dopo una diagnosi non è soltanto una cicatrice, ma un modo nuovo di stare al mondo. PRAESENTIA porta questo messaggio direttamente nei luoghi della cura, trasformando gli spazi clinici in luoghi narrativi, dove la dimensione sanitaria incontra quella umana ed emotiva.
Le dieci fotografie esposte – nove donne ed un uomo – non cercano l’effetto, né la spettacolarizzazione del dolore. Al contrario, raccontano con sobrietà e forza storie di fiducia, di rinascita, di consapevolezza. Le cicatrici diventano segni visibili di un percorso affrontato ed attraversato, non più da nascondere, ma da riconoscere come parte di sé. Immagini che chiedono tempo, silenzio ed ascolto, restituendo dignità ad un vissuto spesso relegato alla sfera privata.
Il progetto nasce da un’idea della dottoressa Roberta Buonocore, maturata nel lavoro quotidiano all’interno del reparto, ed è realizzato con il supporto dell’Associazione Angela Serra, in collaborazione con Silvio Ferro per la fotografia, Teodora Malavenda per il coordinamento, Antonio Monizzi per lo storytelling e i testi, e Dimensione Pubblicità per la produzione.
PRAESENTIA non si limita a documentare, ma propone un cambio di prospettiva: la malattia non definisce la persona, ma la trasforma. Da qui la necessità di uscire dalla logica del nascondersi per entrare in quella del raccontare. Un messaggio sottile, ma potente, che trova una collocazione significativa proprio all’interno di un reparto ospedaliero, luogo di fragilità, ma anche di possibilità.
La mostra rappresenta inoltre il primo capitolo di un percorso più ampio, destinato a proseguire con una produzione teatrale, capace di tradurre la fragilità in voce, gesto e presenza scenica. Un’evoluzione naturale di un progetto che intende dare continuità al racconto ed amplificarne la portata espressiva.
“PRAESENTIA esprime una visione della sanità che mette al centro la persona oltre la malattia”, sottolinea il direttore generale Ciro Verdoliva, ribadendo come trasformare un reparto in uno spazio di racconto ed umanità significhi affermare che la cura è anche ascolto, dignità e consapevolezza. Un impegno che l’AOU Ruggi conferma nel promuovere una cultura sanitaria capace di integrare eccellenza clinica ed attenzione profonda alla dimensione umana del paziente. Con PRAESENTIA, il Ruggi di Salerno apre una finestra su un modo diverso di vivere e raccontare la malattia, ricordando che, anche nei momenti più difficili, restare presenti a sé stessi è già una forma di cura.







